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Cenni Storici


Spirito apostolico, il frate minore francescano padre Carlo da Napoli si trovò intorno al 1896 in Torre, sulla via Nazionale e, notata un’antica cappellina privata di S. Gennaro, pensò di renderla funzionante al culto.

Ottenuta dal proprietario Nicola Amitrano questa ed una parte del terreno per la costruzione di una chiesa da intitolarsi a S. Gennaro e di un convento francescano in cambio di due messe mensili, il frate raccolse offerte in denaro e, dopo due anni, fece sorgere già un piccolo convento con annessa cappella dedicata invece a S. Antonio di Padova, su progetto dell’ing. Alfonso Guerra.
Incoraggiato dai primi successi, intese allora costruire la chiesa su quel suolo già concessogli, ma nel febbraio del 1900 moriva, lasciando tutto in sospeso.
Venne nel 1921 padre Tommaso Montanino, già ministro provinciale, che giudicò necessario proseguire il primitivo programma. Si acquistò altro terreno dall’ing. Guerra e il 14 luglio 1925, benedetta dal cardinale Alessio Ascalesi, fu posta la prima pietra dell’erigenda chiesa. Progettista e direttore dei lavori era l’architetto Camillo Guerra, figlio di Alfonso.
Il 14 febbraio 1932 la chiesa veniva inaugurata incompleta, avendo solo il braccio lungo della navata centrale in rustico. Con la munifica offerta di un benefattore si costruì nel 1936 il braccio occidentale del convento. Nel 1938 fu decisa la ripresa dei lavori per completare la chiesa con la sagrestia, sempre sotto la direzione dell’arch. Guerra. Nel 1943 divenne superiore padre Anselmo Chiacchio che provvide alla sistemazione dei vari servizi del convento (biblioteca, refettorio, cucina, ecc.), allogò le associazioni aderenti, fece costruire la sagrestia, la cupola della chiesa; promosse ancora, con l’arch. Guerra, l’apertura della nuova via S. Antonio seguita da un notevole sviluppo edilizio e, nel 1945, la costruzione dell’omonima stazione ferroviaria della Circumvesuviana.
Ancora nel 1945 giungeva quale superiore del convento padre Carlo Rega, amabile figura di francescano, umile e instancabile, che completava la costruzione della cupola, con rivestimento di maioliche di Vietri sul Mare, poneva le vetrate colorate ai finestroni e ai rosoni; organizzatore per temperamento, incrementò le attività, dando un assetto definitivo al Terzo Ordine Francescano maschile e femminile, creando l’Associazione “Araldini di S. Antonio”, una sala cinematografica e un campo di gioco per ragazzi, cosicché chiesa e convento diventavano un centro di fede e di attività educative.
Il 13 luglio 1952, dopo 27 anni di alterne vicende, la chiesa poteva dirsi finalmente completata, con rivestimento in marmo alle pareti e nel pavimento, ed era solennemente inaugurata. Essendo superiore padre Amedeo Napoletano, il 18 novembre 1956 veniva eretta a parrocchia e primo parroco era padre Rega, sempre solerte e attivo; gli è succeduto, dopo la morte avvenuta nel 1982, padre Salvatore Tarantino.
La chiesa disegnata, come già detto, dall’illustre arch. Guerra, anche docente universitario, rispetta chiaramente le regole dell’architettura romanica medioevale, per cui possiamo giudicarla di stile neo-romanico. Essa consta, infatti, all’esterno, di una facciata preceduta da pronao e, all’interno, di un corpo allungato diviso in tre navate e tagliato perpendicolarmente dalla crociera.
Le pareti della navata centrale sopra la prima serie di pilastri con archi a tutto sesto hanno il matroneo, galleria aperta articolata in un seguito di arcatelle, anticamente riservata alle donne; il tetto, ligneo, è a capriata, cioè a travi disposte a profilo triangolare.
Di bell’effetto è l’altare maggiore con grande trono ove risalta in una nicchia la statua tutta bianca del Santo di Padova.



 

 

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